Un po’ di storia

Nel 1894 la famiglia Dubois, proveniente dal Monferrato, si stabilisce alla cascina Botta. In seguito, uno dei figli, Arturo, viene assunto a mezzadria nella tenuta di villa Viola, dove rivela subito una speciale attitudine alla sperimentazione vivaistica, impiantando con successo le prime coltivazioni da frutto e da vite.

Agli inizi del Novecento, il giovane Dubois trova un’eccellente collaborazione nell’amico e coetaneo Attilio Furno, appassionato quanto lui e tenace ricercatore di nuovi prodotti. Favoriti dal clima eccezionalmente propizio, il sodalizio tra i due non tarda a far maturare risultati promettenti.
Il loro entusiasmo viene sostenuto e incoraggiato dalla preziosa competenza del professor Marchesotti, studioso di botanica ed esperto vivaista, apprezzato consulente presso il Vescovado di Biella: le sue conoscenze tecniche, messe al servizio dei due intraprendenti coltivatori, moltiplicano l’efficacia dei risultati.

Ne è prova una curiosa fotografia, scattata tra amici, in data incerta, dove si documenta il riconoscimento per l’impegno dimostrato da Attilio Furno, premiato per “vitigni nostrani migliori e vivaio resistente alla filossera”.

Ma la vera passione del Furno si indirizza ben presto verso la coltivazione del fiore.
Lo dimostra il “Diploma di abile innestatore – Capocoltivatore Vivaista” di cui viene insignito il 25 marzo 1907, a Masserano. Il suo esempio diventa stimolo e modello per il figlio Fernando e per il nipote Renato, che da lui ereditano esperienza e determinazione nel proseguire l’attività florovivaistica, destinata a diventare in breve tempo una professione caratteristica e diffusa in tutto il territorio biellese.

Dalla scuola Dubois – Furno sono usciti direttamente o indirettamente quasi tutti i florovivaisti biellesi.

Tra questi, un ruolo notevole lo ha ricoperto Celestino Scarlatta, considerato unanimamente uno dei padri della coltura della rosa, da lui introdotta nel Biellese fin dal 1924, ricorrendo alla tecnica della propagazione per innesto, superando non poche difficoltà. E’ rimasta celebre la sua ostinazione nell’impiantare nei campi le rose canine, dalle quali ricavava i migliori porta innesti per le sue splendide rose. Oggi questo metodo è entrato nell’uso comune, applicato ovunque come naturale prassi riproduttiva nei rosai. Ma non era così ai tempi del nostro antesignano, quando le conoscenze tecniche in materia erano scarse e non garantite, tanto da obbligare Celestino, smanioso di apprendere in fretta e di perfezionarsi, a consultare addirittura testi e trattati in lingua francese. La tenacia di Celestino Scarlatta, la sua dedizione, ebbero il successo meritato. Ma, generoso e altruista, non tenne per sé il segreto della sua scoperta: sull’esempio dei suoi maestri Dubois e Furno, illustrò a colleghi ed allievi le proprie esperienze, cosicché oggi le rose e le piante di rose provenienti dai vivai biellesi sono ovunque commercializzate con successo.

Nel 1932 si affaccia sul panorama locale l’azienda di Vincenzo Ferrero che, nei primi vivai impiantati nel Villaggio Trossi, alla tradizionale coltura delle rose affianca quella dei gladioli, avviando così una nuova specializzazione floricola. In quegli stessi anni si affermano altri vivaisti, fra cui Secondo Biasetti, il cui campo di azione si estende dalle immancabili rose a tutta la gamma delle piante da giardino.

Nel 1944 Corrado Sola impianta in Vigliano la prima serra per la produzione di piante da appartamento.
Ben presto la sua originale iniziativa diventa poliedrica: dalle rose, alle piante da frutto, ai fiori da recidere, il suo attivismo si espande con rapida accelerazione.

Dopo il periodo bellico si registra una ripresa davvero notevole nel ramo vivaistico, grazie al potenziamento delle ditte già affermate e alla nascita di nuove aziende, contraddistinte da una duplice e significativa caratteristica: l’entusiasmo e la giovane età degli imprenditori. Il numero di coloro che si dedicano a questa attività, con autentico spirito imprenditoriale, è talmente elevato che risulta impossibile elencare tutti i vivaisti e floricoltori di Vigliano. Negli anni, allettati dalle prospettive commerciali ed economiche promesse dal nuovo mercato, in tutto il territorio si assiste a una vera e propria ‘fioritura’ di imprese agricole specializzate.

Nel 1965 i vivaisti biellesi fondano l’Associazione Biellese Floricoltori e Vivaisti che, nel 1990, registra il marchio “Vivai Biellesi” per contraddistinguere e promuovere la produzione biellese.
Analogamente, nel 1984 nasce l’Associazione Biellese Fiorai ASCOM, che riunisce i principali esercizi di vendita per valorizzare le professionalità acquisite nella lavorazione del fiore reciso.